Mercati azionari, chiusura positiva nonostante delusione britannica

Le elezioni politiche britanniche, anticipate dalla premier May nel tentativo di poter consolidare la propria maggioranza in vista della fase più acuta dei negoziati, si sono concluse con una profonda delusione per i Tories, che non solo non sono riusciti a rafforzare il numero dei seggi in Parlamento, e ne hanno addirittura perso rispetto ai laburisti.

Tuttavia, un simile scenario (sicuramente uno dei più negativi per gli analisti finanziari) non sembra aver prodotto impatti significativi sul mercato azionario, considerando che tutte le principali piazze del vecchio Continente hanno chiuso in terreno positivo, con Milano che segna + 0,34%, Parigi che cresce dello 0,67%, Francoforte dello 0,8%, Londra dell’1,4%.

Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra i Btp e i Bund tedeschi scende verso quota 180 punti base, rendimento del decennale italiano sul mercato secondario al 2,1%. Tra le materie prime, bene il petrolio, il cui prezzo torna a salire dopo il calo che era stato determinato dal rialzo delle scorte americane. L’oro è invece in arretramento a quota 1.267 dollari l’oncia.

Piuttosto, a subire gli impatti più rilevanti sembrano essere stati gli investitori sul mercato Forex. La divisa britannica ha infatti pagato il conto dell’azzardo (fallito) di May, cedendo terreno in maniera record dallo scorso mese di gennaio, e portandosi aminimi livelli da nove mesi a questa parte, con un valore di 0,878 sterline per euro e 1,27 per dollari. L’euro ha chiuso indebolendosi in maniera lieve contro dollaro sotto quota 1,12.

Si tratta, sul Forex, di un movimento non certo inspiegabile. Il Parlamento bloccato dalla difficoltà di trovare una maggioranza indebolisce infatti la valuta e corre il rischio di rendere più difficili le trattative per la Brexit. L’incertezza politica è pertanto piuttosto elevata, e c’è l’ulteriore aggravante di localizzarla in un Paese che non è certamente abituato a gfestire simili situazioni.

Insomma, i prossimi giorni potrebbero essere ancora di discreta volatilità sul fronte Forex, mentre l’azionario sembra aver digerito in maniera molto efficace il nuovo scenario, dimostradosi evidentemente più resiliente.

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