Borse contrastate dopo il nuovo flop di Trump

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Trump voleva affossare l’Obamacare, ma l’unica cosa che ha finora ottenuto è mostrare al mondo il contesto di confusione nel quale si sta muovendo la propria Amministrazione: e così, la fase di incertezza legata alle prospettive della presidenza, sta appesantendo gravemente Wall Street, che ora si domanda se la luna di miele finanziaria con Donald sia già esaurita.

Appare infatti palese dai movimenti azionari che la Borsa Usa abbia seguito da vicino il dibattito sulla riforma sanitaria che avrebbe dovuto sostituire l’Obamacare, e che alla fine il fatto che Trump sia stato costretto a ritirare il progetto di revisione ha punito i principali indici azionari statunitensi.

Come se non bastasse, il Financial Times ha pubblicato un report nel quale fotografa il contesto di debolezza che giunge sui dati del deflusso di investimenti nei fondi azionari americani, che nella settimana conclusasi lo scorso 22 marzo hanno perso 9 miliardi di dollari, per la maggiore fuga di capitale dal giugno scorso.

Il tema che ha costituito il perno del movimento è evidentemente la delusione legata al piano di stimoli fiscali largamente promesso da Trump, che tarda ad arrivare e, probabilmente, non sarà disponibile prima dell’estate (e tralasciamo il fatto che non si capisca ancora che cosa contenga).

Meglio fanno le Borse europee, che comunque chiudono contrastate, con Milano che guadagna lo 0,10%, Francoforte aumenta di 0,2 punti, Londra archivia la seduta di fine settimana con stabilità, Parigi perde lo 0,24%. A Piazza Affari, in particolare, bene Italgas sulla scia di soddisfacenti risultati 2016, e benissimo (+ 4,3%) Stmicroelectronics.

Sul fronte dei governativi, cala lo spread tra i Btp a 10 anni e gli equivalenti Bund tedeschi, a 183 base, con rendimento del titolo decennale tricolore al 2,21 per cento. Sul valutario, euro sopra quota 1,08 dollaro. In ambito commodity, quotazioni del petrolio nuovamente in rialzo a New York, con Wti a 47,90 dollari al barile.

L’oro è in calo sui mercati finanziari internazionali, considerato che il lingotto è scambiato a 1.248 dollari l’oncia, in flessione dello 0,28% nella giornata di venerdì scorso, ma in rialzo dell’1,1% su intera settimana.

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